EDITORIALE DELLA FONDAZIONE

L’Italia tra Sfide e Opportunità: Il Rapporto Annuale dell’Istat

La Sfida della Disoccupazione Giovanile: Un’Analisi del Fenomeno dei Neet

L’Italia tra Sfide e Opportunità: Il Rapporto Annuale dell’Istat

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Un Panorama Economico in Crescita, Ma Non per Tutti

Il 7 luglio è stato presentato alla Camera dei deputati il Rapporto annuale dell’Istat, un documento fondamentale per comprendere l’andamento attuale e futuro dell’Italia sul piano economico, demografico e territoriale. Secondo il presidente dell’Istituto, Francesco Maria Chelli, le notizie non sono particolarmente rassicuranti, soprattutto per i giovani, sebbene si individuino anche segnali positivi.

Tra gli aspetti più promettenti, i dati riguardanti l’economia nazionale. L’Istat ha registrato un aumento degli occupati e una diminuzione dei disoccupati e degli inattivi tra il 2022 e i primi mesi del 2023. Inoltre, nel primo trimestre del 2023, il Pil ha mostrato una dinamica congiunturale superiore a quella degli altri Stati Ue, favorita soprattutto dalla crescita del settore dei servizi.

I Giovani: Tra Lavoro, Istruzione e Rischio Povertà

Nonostante l’andamento positivo dell’economia nazionale, la situazione per i giovani rimane preoccupante. Secondo l’Istat, quasi un quinto dei giovani tra 15 e 29 anni in Italia non lavora e non studia (i cosiddetti Neet), il dato più elevato tra i Paesi Ue, dopo la Romania. Questo fenomeno colpisce più le ragazze (20,5%) dei ragazzi (17,7%), ed è diffuso soprattutto nella fascia d’età tra 25 e 29 anni, nel Mezzogiorno e tra gli stranieri.

Inoltre, l’Italia presenta un alto livello di "trappola della povertà", ovvero quel meccanismo per cui se si nasce in una famiglia in condizioni economiche disagiate si rischia di versare da adulti in condizioni simili. Quasi un terzo degli adulti (25-49 anni) attualmente a rischio povertà proviene da una storia familiare di condizioni finanziarie critiche.

Investimenti nell’Istruzione: Una Priorità per il Futuro

Per combattere la "trappola della povertà", l’Istat sottolinea l’importanza dell’istruzione. Nel 2022, l’abbandono scolastico ha registrato un’ulteriore diminuzione, ma i valori restano comunque alti rispetto alla media Ue. Inoltre, l’Italia investe solo il 4,1% del Pil nell’istruzione, un valore inferiore rispetto a quello di altri Paesi europei.

Il Rapporto sottolinea l’importanza del Piano asili nido e scuole dell’infanzia e dei servizi di educazione e cura per la prima infanzia, nonché del Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica, previsti dal Programma Next Generation Eu.

Una Popolazione che Invecchia: Le Sfide Demografiche

L’Italia è un Paese che sta invecchiando sempre di più. Nel 2022 le nascite sono calate rispetto al 2019, raggiungendo il nuovo record (negativo) di 393mila. L’Istat prevede tra il 2021 e il 2050 una riduzione della popolazione residente di quasi cinque milioni di individui, per un totale di 54 milioni di residenti.

Ripartire da Capitale Umano e Innovazione

Per l’Istat, la formazione del capitale umano è fondamentale per migliorare la produttività e la competitività del sistema produttivo e per favorire una maggiore equità e inclusione sociale. In particolare, l’Istat esorta a investire nel settore di ricerca e sviluppo, settore in cui l’Italia ha ancora un divario rispetto alla media Ue.

In conclusione, l’Istat sottolinea l’importanza di investire sulle nuove generazioni per una migliore valorizzazione individuale e per fronteggiare l’insufficiente ricambio generazionale dovuto all’invecchiamento della popolazione.


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11 Luglio 2023 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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