EDITORIALE DELLA FONDAZIONE

Homo Cepranensis: Un Tuffo nel Passato dell’Umanità

Un Viaggio nel Tempo: La Scoperta dell’Homo Cepranensis

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Il Dibattito Tassonomico: Homo Erectus o una Specie a se stante?

L’Homo Cepranensis, noto anche come l’Uomo di Ceprano o Argil, è un personaggio affascinante che ci porta indietro nel tempo, quando l’umanità era ancora in fase di evoluzione. I resti fossili di questo individuo, un cranio, sono stati scoperti a Ceprano, in provincia di Frosinone, Italia. Nonostante sia incompleto, il cranio è abbastanza ben conservato, permettendoci di fare delle ipotesi sulla sua vita e sul suo tempo.

Il cranio è stato inizialmente attribuito alle forme tardive dell’Homo Erectus, ma studi successivi hanno suggerito che potrebbe rappresentare una specie a sé stante. Non esistono datazioni assolute per questo cranio, ma le datazioni relative, basate sul quadro geo-stratigrafico e paleontologico regionale, lo collocano tra 0,9 e 0,8 milioni di anni fa. Tuttavia, recenti analisi magneto-stratigrafiche suggeriscono un’età compresa tra 0,5 e 0,35 milioni di anni fa.

Il reperto venne scoperto il 13 marzo 1994 dall’archeologo Italo Biddittu. Purtroppo, i mezzi meccanici utilizzati per il ritrovamento hanno causato la frammentazione del campione e la perdita della sua integrità, con danni principalmente a carico dell’osso frontale superiore e la perdita della faccia. Nonostante ciò, il reperto è stato accuratamente ricostruito e conservato.

Il cranio dell’Homo Cepranensis mostra una serie di caratteristiche proprie delle forme di umanità più antiche del Pleistocene medio asiatico, ovvero l’Homo Erectus. Tuttavia, si distingue per i mastoidi e le creste sopramastoidee massicce, la volta cranica medio-lunga, la larghezza cranica massima verso la parte bassa del cranio stesso e coincidente con la larghezza biauricolare, il toro occipitale considerevole e sviluppato nella stessa misura in tutte le sue parti ed il solco sopratorale presente e sviluppato.

Il dibattito sulla classificazione tassonomica dell’Homo Cepranensis è ancora aperto. Alcuni ricercatori ritengono che il cranio di Ceprano non sia assimilabile né con Homo Erectus né con le forme successive che si ritrovano in Africa, in Europa e parzialmente anche in Asia. Altri, invece, ritengono che il cranio di Ceprano rientri nella variabilità di Homo Erectus.

In ogni caso, l’Homo Cepranensis rappresenta un importante tassello nel puzzle dell’evoluzione umana. La sua scoperta e lo studio dei suoi resti ci permettono di approfondire la nostra comprensione del passato dell’umanità e di riflettere sulle tappe che hanno portato alla nascita dell’Homo Sapiens, la specie a cui tutti noi apparteniamo.


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28 Giugno 2023 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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