EDITORIALE DELLA FONDAZIONE

L’Italia e il divario digitale: analisi dello stato di digitalizzazione e le sfide da affrontare

Il Digital Economy and Society Index (DESI): valutazione del livello di digitalizzazione in Italia e confronto con gli altri Paesi europei

L’Italia e il divario digitale: analisi dello stato di digitalizzazione e le sfide da affrontare

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I limiti del DESI e l’importanza dei Digital Maturity Indexes (DMI) per una visione più completa della digitalizzazione in Italia

L’Italia si trova in una situazione di ritardo nella digitalizzazione rispetto ad altri Paesi europei, una realtà che ha importanti implicazioni per l’Agenda Digitale e la strategia nazionale di digitalizzazione. Per valutare e confrontare il livello di digitalizzazione, l’Unione Europea utilizza l’indice Digital Economy and Society Index (DESI), introdotto nel 2014 dalla Commissione Europea.

Il DESI è basato su diverse dimensioni, tra cui il capitale umano, la connettività, l’integrazione delle tecnologie digitali e i servizi pubblici digitali. Ogni dimensione comprende diversi indicatori raccolti annualmente per tutti i Paesi europei e pesati in base alla loro rilevanza. L’indice fornisce una misura media per ogni dimensione e una misura complessiva dello stato di attuazione dell’Agenda Digitale.

Secondo il rapporto DESI più recente, l’Italia si posiziona al 20º posto su 27 Paesi membri dell’UE per il livello complessivo di digitalizzazione, perdendo una posizione rispetto all’anno precedente. In particolare, l’Italia presenta ritardi significativi nelle dimensioni del capitale umano e della connettività.

Nella dimensione del capitale umano, l’Italia si posiziona tra gli ultimi in Europa per competenze digitali di base e avanzate, con una bassa percentuale di popolazione dotata di competenze digitali. Inoltre, la quota di imprese che offrono formazione in ambito ICT ai propri dipendenti è inferiore alla media europea. L’Italia è anche in ritardo per quanto riguarda il numero di laureati in ambito ICT rispetto alla popolazione complessiva con una laurea.

Sulla dimensione della connettività, l’Italia presenta lacune evidenti. Si posiziona al 25º posto per l’utilizzo complessivo della banda larga fissa e all’ultimo posto per l’utilizzo della banda larga mobile. Le disuguaglianze interne alla popolazione nella qualità della connessione sono uno dei principali fattori che contribuiscono a questo ritardo.

Tuttavia, nonostante questi ritardi, le imprese italiane hanno ottenuto buoni risultati nella dimensione dell’integrazione delle tecnologie digitali. L’Italia si è classificata al 10º posto in Europa, grazie all’utilizzo diffuso della fatturazione elettronica, l’adozione dei servizi in cloud e la presenza di piccole e medie imprese con un livello di intensità digitale almeno di base. Tuttavia, le PMI italiane sono ancora in ritardo nell’adozione dell’e-commerce.

Per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, l’Italia si posiziona al 18º posto complessivo. Mentre la disponibilità e completezza dei servizi pubblici sono paragonabili alla media europea, l’Italia è tra gli ultimi Paesi per la quota di utenti internet che interagiscono online con la pubblica amministrazione.

È importante sottolineare che il DESI ha alcuni limiti e non copre tutti gli aspetti rilevanti della digitalizzazione, come la sicurezza informatica. Per ottenere una visione più completa e precisa dello stato di digitalizzazione in Italia, l’Osservatorio Agenda Digitale ha sviluppato i Digital Maturity Indexes (DMI), un sistema di 117 indicatori che fornisce una valutazione più approfondita delle diverse dimensioni dell’Agenda Digitale.

Anche secondo i DMI, l’Italia si trova in una posizione di ritardo rispetto ad altri Paesi europei, sia per gli sforzi compiuti nell’attuazione dell’Agenda Digitale sia per i risultati ottenuti. Questi strumenti sono importanti per comprendere meglio le dinamiche di sviluppo e orientare gli interventi di digitalizzazione nel Paese.


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23 Giugno 2023 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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