EDITORIALE DELLA FONDAZIONE

Ciociaria, dai numeri che preoccupano alle scelte per cambiare rotta

Ciociaria in coda nella classifica di Il Sole 24 Ore, la Cisl propone un progetto condiviso per lavoro, servizi e sviluppo sostenibile

Ciociaria, dai numeri che preoccupano alle scelte per cambiare rotta

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Dalla Tav a Ferentino alle 13 proposte Cisl Lazio, il territorio cerca risposte concrete per lavoro, giovani e imprese in difficoltà

L’ultima fotografia scattata dalla classifica de Il Sole 24 Ore non è tenera con la nostra provincia, che nel 2025 resta nelle retrovie tra i territori italiani e ultima nel Lazio. Ma limitarsi a leggere la graduatoria sarebbe riduttivo. Dietro ogni posizione ci sono volti, storie, comunità. È da qui che parte la riflessione e la proposta della CISL di Frosinone, che sceglie di non fermarsi alla denuncia ma di offrire una visione, un metodo e passi concreti.

Un territorio in affanno tra lavoro, imprese e welfare

La Ciociaria continua a muoversi nella parte bassa delle classifiche su affari e lavoro. I segnali critici sono molti: pochi laureati, un ricorso importante alla cassa integrazione, poche start up innovative, tassi di occupazione non soddisfacenti e un numero rilevante di imprese in difficoltà o in fallimento. Accanto a questo quadro, si registra un buon trend negli arrivi turistici e una discreta capacità di export, che dimostrano come il territorio abbia potenzialità ancora non pienamente valorizzate. Il problema, dunque, non è solo “il dato”, ma l’assenza di una strategia condivisa che trasformi questi punti di forza in sviluppo diffuso.

Dietro i numeri ci sono persone, famiglie, comunità

Quando si parla di classifiche è facile perdersi tra percentuali e posizioni. Ma ogni indicatore corrisponde a giovani che non trovano lavoro, a famiglie in bilico, ad anziani soli, a comunità che rischiano di perdere pezzi del proprio tessuto sociale. Un alto tasso di mancata partecipazione al lavoro significa, concretamente, persone che smettono di cercare un’occupazione. Un dato sugli infortuni mortali o con inabilità permanente racconta di vite spezzate e di sicurezza insufficiente. È per questo che la CISL rifiuta l’idea di limitarsi a un commento a margine e sceglie di mettersi in gioco, ponendo al centro la dignità delle persone e la qualità del lavoro.

Responsabilità condivisa, dal sindacato alle istituzioni

Per cambiare davvero rotta non bastano iniziative episodiche o “spezzoni” di intervento. Serve un patto di responsabilità collettiva che coinvolga istituzioni, parti sociali, associazioni, scuola, impresa. In questa prospettiva si inserisce la Manifestazione nazionale CISL “Sul Cammino della Responsabilità”, pensata per migliorare la Manovra e costruire un Patto credibile e misurabile. L’appuntamento del 13 dicembre a Roma non è solo un evento simbolico, ma un passaggio che può segnare un cambio di metodo: dalla stagione delle lamentele a quella delle proposte concrete, verificate con un monitoraggio costante.

Fare rete sul territorio, dai tavoli sociali alla sicurezza

Uno dei punti deboli storici della Ciociaria è l’assenza di un dialogo stabile tra gli stakeholder. Troppo spesso i progetti partono e si fermano senza coordinamento, senza verificare se producono davvero effetti. La CISL di Frosinone ha chiesto l’apertura di tavoli di contrattazione sociale con i principali Comuni per costruire politiche attive rivolte a anziani, infanzia, famiglie e donne. Si parla di servizi sociosanitari, centri di socializzazione, assistenza domiciliare, prevenzione della solitudine, potenziamento di asili nido, doposcuola, supporto educativo e spazi di socialità per bambini e adolescenti. Parallelamente, è aperto un tavolo in Prefettura su salute e sicurezza sul lavoro e un tavolo con Unindustria per un protocollo che affronti, con relazioni industriali avanzate, la crisi delle imprese e le necessarie riconversioni, a partire dal nodo Stellantis.

Infrastrutture, Tav e attrattività degli investimenti

Senza infrastrutture adeguate è difficile immaginare sviluppo. Per questo la CISL ha sostenuto, già dal 30 giugno, la necessità della Stazione Tav a Ferentino e di una rete di collegamenti in grado di rendere la provincia più accessibile e competitiva. L’alta velocità, se ben integrata con il territorio, può diventare uno strumento per attrarre nuovi investimenti, favorire la mobilità di lavoratori e studenti, rendere più semplice raggiungere servizi e opportunità. Le risposte attese entro dicembre dal tavolo al Ministero non sono una formalità: da quelle decisioni dipende la possibilità di trasformare una posizione geografica favorevole in un reale vantaggio competitivo.

Le 13 proposte della CISL Lazio, un’agenda per il Basso Lazio

Molte delle risposte per la Ciociaria sono contenute nelle 13 proposte concrete che CISL Lazio ha avanzato alla Regione Lazio. Tra i punti più rilevanti vi sono il finanziamento della legge regionale sulla partecipazione dei lavoratori, il Fondo Taglia Tasse destinato ai cittadini con redditi più bassi per l’esenzione dall’Irpef regionale, e l’istituzione di una ZIS – Zona di innovazione e sviluppo – per la filiera dell’aerospazio e della difesa, da localizzare nel Basso Lazio, in risposta alla crisi dell’automotive. A questi si aggiungono dieci priorità su istruzione, formazione, sanità, infrastrutture, salute e sicurezza, politiche sociali, con elementi centrali come la legge 46 per l’indotto automotive, l’esenzione Irpef per i redditi più bassi e le opere infrastrutturali strategiche.

Lavoro di qualità, servizi e formazione per trattenere i giovani

Risalire la classifica de Il Sole 24 Ore non è un esercizio di immagine, ma una questione di futuro. Servono lavori stabili e di qualità per trattenere i giovani sul territorio, infrastrutture moderne per collegare aree interne e centri urbani, un sistema di trasporto e mobilità che renda più semplice raggiungere luoghi di lavoro, scuole, università e servizi. Accanto al lavoro, è decisivo il tema dell’abitare: canoni accessibili, sostegno all’affitto per giovani coppie e anziani con pensioni modeste, politiche abitative pensate per le fasce più fragili. Fondamentale anche la formazione continua, con percorsi di aggiornamento per lavoratori e disoccupati che facilitino la riqualificazione verso i settori in crescita.

Uno sviluppo generativo e partecipativo per la Ciociaria

La proposta della CISL è quella di uno sviluppo generativo e partecipativo, che metta in relazione tutti i settori chiave: infrastrutture, edilizia, trasporti, pubblica amministrazione, scuola, università, ricerca, fisco, welfare, innovazione, agroalimentare, turismo. Non un elenco di buone intenzioni, ma un progetto organico, basato su interventi strutturali e guidato da indicatori chiari e misurabili di sostenibilità, innovazione e inclusione. L’obiettivo è riequilibrare il rapporto tra lavoro e servizi, superare le disuguaglianze interne alla provincia e valorizzare le risorse esistenti. L’impegno sindacale va in questa direzione: un’azione responsabile, partecipativa e centrata sulla dignità delle persone, per restituire alla Ciociaria la possibilità di scegliere il proprio futuro.


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10 Dicembre 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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