EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
La scenografica architettura della Nuvola di Massimiliano Fuksas ha nuovamente trasformato l’EUR in un grande osservatorio internazionale sull’arte. L’edizione 2025 di Roma Arte in Nuvola ha raccolto energie, visioni e linguaggi diversi, offrendo al pubblico una delle proposte culturali più ricche dell’autunno romano. Tra espositori, performance, incontri e progetti specialali, la fiera ha confermato la sua ambizione: raccontare il presente attraverso le sue forme più vive e dinamiche.
Una fiera che cresce insieme alla città
La quinta edizione ha visto la partecipazione di 140 espositori, tre mostre principali e un fitto programma di eventi collaterali. Secondo Alessandro Nicosia, ideatore e direttore della manifestazione, il compito della fiera è quello di “colmare un vuoto di proposta e costruire un luogo dove l’arte moderna e contemporanea possano dialogare con un pubblico ampio e diversificato”.
Un intento che trova radici anche nella vocazione stessa dell’EUR, come ricordato dal Presidente di EUR S.p.A., che ha sottolineato come questo quartiere continui a essere “la parte di Roma che più delle altre ha l’ambizione di parlare al mondo contemporaneo”.
Mostre speciali tra natura, luce e memoria
Gli spazi del Roma Convention Center hanno ospitato tre percorsi espositivi che hanno guidato i visitatori attraverso dimensioni visive molto diverse.
Il viaggio iniziava con “Universo naturale – artificiale (in Nuvola)”, omaggio a Gino Marotta curato da Andrea Viliani. Le sue creature luminose in metacrilato – animali, piante e figure ibride – definivano un giardino immaginario dove natura e artificio convivevano in un equilibrio quasi fiabesco.
Il secondo itinerario, “Tra acqua e luce”, curato da Adriana Polveroni, omaggiava Mario Airò. Le opere selezionate costruivano un paesaggio fatto di riflessi e vibrazioni, culminando nell’installazione Modellare l’acqua, prezioso prestito della Fondazione Menegaz.
Completa il trittico “Ultra Memoriam”, curata da Giulia Tulino, dedicata al mondo fantastico di Fabrizio Clerici. Una mostra che intrecciava archivi, simboli e visioni in dialogo con artisti come Pavel Tchelitchew, Leonor Fini ed Eugene Berman.
La Corea del Sud, ospite d’onore
Ospite internazionale dell’edizione 2025 è stata la Corea del Sud con il progetto “Fever State”, inserito nell’Anno degli scambi culturali Corea–Italia 2024-2025.
Sei artisti – Yun Choi, Jongwan, Minhoom Kim, Yanghhee Lee e Kai Oh – hanno presentato opere capaci di raccontare l’urgenza creativa di una generazione. La “febbre” evocata dal titolo descriveva una condizione collettiva: una sensibilità irrequieta espressa con sculture radicate nella tradizione artigianale, collage tessili, video satirici sulla cultura del consumo e dipinti realizzati su pelle animale.
Un percorso vibrante che parlava non solo della Corea del Sud, ma anche delle inquietudini condivise dal pubblico occidentale.
Danzatori delle Stelle, un omaggio poetico a Sergio Atzeni
Tra le installazioni più suggestive, grande attenzione ha suscitato “Danzatori delle Stelle”, omaggio allo scrittore Sergio Atzeni a cura di Nicolas Martino, presentato nello Stand E33.
L’opera è nata come progetto collettivo dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari, con il contributo degli artisti e docenti Carta, Fadda, Fiori, Halaburda, Marchesi, Sanna, Solinas e Soro.
La composizione evocava un cielo abitato da figure leggere, silhouette sospese che sembravano muoversi al ritmo della luce. Un tributo alla scrittura visionaria di Atzeni, capace di trasformare la Sardegna in un universo popolato di creature simboliche, sospese tra mito e realtà.
L’installazione restituiva questa dimensione poetica attraverso materiali eterogenei e un allestimento immersivo, creando uno spazio dove danza, memoria e immaginazione si sfioravano in modo narrativo e collettivo.
Una piattaforma culturale che unisce storie e territori
L’edizione 2025 ha mostrato come la fiera non sia soltanto un luogo di esposizione, ma una piattaforma culturale capace di unire musei, gallerie, istituzioni e artisti in un unico ecosistema creativo.
Grazie al sostegno del Ministero della Cultura, di Roma Capitale, della Regione Lazio e del Patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione, Roma Arte in Nuvola continua a consolidare il suo ruolo di ponte tra l’Italia e il Mediterraneo, tra l’Europa e nuovi scenari globali.
24 Novembre 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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