EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
Lontano dai circuiti dell’industria alimentare e vicino, invece, alle cucine di una volta, il Gran Cacio di Morolo racconta una storia fatta di gesti lenti, materie prime locali e sapere contadino. È uno di quei prodotti che non cercano di stupire, ma finiscono per farlo comunque, grazie a un’identità forte e riconoscibile.
Un formaggio che nasce da pochi ingredienti essenziali
Alla base del Gran Cacio di Morolo ci sono solo tre elementi fondamentali, scelti con cura e senza scorciatoie: latte vaccino crudo proveniente da allevamenti del territorio, caglio di vitello naturale e sale marino. A questi, nella fase finale, si aggiunge l’olio extravergine di oliva, utilizzato per proteggere la superficie durante la stagionatura. Una ricetta semplice, che punta tutto sulla qualità della materia prima e sul rispetto della tradizione.
La lavorazione artigianale, pezzo dopo pezzo
Ogni forma è realizzata interamente a mano, senza automatismi. La pasta filata viene lavorata singolarmente, seguendo tempi e movimenti che non ammettono fretta. È un processo che richiede esperienza e attenzione, perché ogni passaggio influisce sul risultato finale. Questo approccio artigianale rende ogni pezzo leggermente diverso dall’altro, mantenendo però uno stile riconoscibile.
L’affumicatura naturale come firma aromatica
Dopo la formatura, il Gran Cacio di Morolo viene sottoposto a una affumicatura naturale, realizzata con trucioli di legno di faggio o di pioppo. Non si tratta di un semplice passaggio tecnico, ma di una vera e propria firma sensoriale. L’affumicatura dona al formaggio il suo colore caratteristico, che vira dal giallo paglierino verso tonalità più scure, e definisce in modo netto il profilo aromatico.
Stagionatura lenta in ambienti di tufo
Le forme vengono poi lasciate maturare negli antichi locali di stagionatura, caratterizzati da pareti in pietra di tufo. Qui il tempo fa la sua parte. Con il passare dei mesi, il sapore evolve: inizialmente equilibrato e leggermente salato, diventa via via più intenso. Negli stagionati oltre i 18 mesi, il finale tende al piccante, mantenendo sempre una forte presenza delle note affumicate.
Un gusto deciso che racconta il territorio
Al palato, il Gran Cacio di Morolo è un formaggio che non passa inosservato. L’affumicatura domina, ma lascia spazio a una complessità che si sviluppa lentamente. È un prodotto pensato per chi ama sapori netti, capaci di accompagnare sia una degustazione in purezza sia abbinamenti con pane rustico, verdure di stagione o vini strutturati.
Dalle origini contadine a simbolo gastronomico
La produzione del Gran Cacio di Morolo inizia negli anni Trenta, sulle pendici dei Monti Lepini. In origine era un formaggio “di recupero”, realizzato solo quando il latte era in esubero. Col tempo, però, quello che era considerato marginale si è trasformato in un vero tesoro gastronomico della Ciociaria. Oggi, insieme alla Ciambella, rappresenta una delle espressioni più autentiche della tradizione casearia locale.
16 Dicembre 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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