EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
San Filippo Neri, a Roma un impianto cocleare mai utilizzato prima in Italia
Un passo avanti nella chirurgia dell’udito
Nella sala operatoria di otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Filippo Neri, diretta dal Dr. Paolo Ruscito, è stato realizzato un intervento che segna un punto di svolta nella cura delle sordità gravi bilaterali. L’équipe ha impiantato un dispositivo cocleare di nuova generazione, elettroacustico e dotato di memoria interna, una combinazione che in Italia non era mai stata utilizzata prima. Un passo che porta la tecnologia audiologica direttamente nel futuro.
L’équipe che ha eseguito l’intervento
A guidare la procedura sono stati i dottori Italo Cantore, Francesca Cianfrone e Francesco Tauro, con il supporto dell’anestesista Federica D’Angelo, dell’infermiera strumentista Paola Alò e dell’audiometrista Francesca Di Carmine. Un lavoro corale che ha richiesto competenze chirurgiche, tecnologiche e audiologiche altamente specialistiche.
Come funziona questo nuovo impianto
Questo innovativo impianto cocleare è progettato per pazienti che non rispondono più alle protesi acustiche tradizionali. In presenza di una perdita totale dell’udito sulle frequenze acute ma con una residua capacità sulle frequenze gravi, il dispositivo combina due forme di stimolazione:
• elettrica, diretta alle fibre del nervo acustico
• acustica, per valorizzare il residuo uditivo del paziente
Il risultato è una comprensione più nitida delle parole, un miglior riconoscimento delle voci e una gestione più efficace dei rumori ambientali, ambiti in cui la tecnologia tradizionale mostra limiti significativi.
La memoria interna, un elemento rivoluzionario
Una delle caratteristiche più sorprendenti è la presenza di una memoria integrata nella componente impiantata chirurgicamente. Questa funzione permette al paziente di conservare i propri programmi di stimolazione personalizzati anche in caso di guasto del processore esterno. Quest’ultimo, tra l’altro, è più piccolo rispetto a quelli degli impianti attualmente disponibili, migliorando comfort e discrezione.
Le parole della direzione sanitaria
Il direttore generale Giuseppe Quintavalle ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando l’impegno dell’ASL Roma 1 nel promuovere tecnologie otochirurgiche all’avanguardia. Come ha ricordato, “questo intervento conferma la propensione dell’ASL Roma 1 ad investire nelle metodiche più recenti, messe a disposizione dei pazienti anche da altre regioni, grazie all’aggiornamento continuo dei professionisti e alle collaborazioni scientifiche nazionali e internazionali”.
Perché questo intervento è così importante
L’introduzione di un impianto così avanzato rappresenta un’opportunità per molti pazienti che finora avevano risposte cliniche insoddisfacenti. Migliorare la capacità di comprensione del linguaggio, soprattutto in ambienti rumorosi, significa restituire autonomia, relazioni e qualità di vita. La tecnologia elettroacustica è una strada che apre nuovi scenari nello studio dell’udito e nella chirurgia dedicata ai disturbi audiologici.
21 Novembre 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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