EDITORIALE DELLA FONDAZIONE

Festival dell’Economia e della Cultura, il Lazio investe sul futuro dei territori

Cultura e sviluppo si incontrano al Festival di Viterbo, con ospiti d’eccellenza e focus su cinema, editoria e intelligenza artificiale

Festival dell’Economia e della Cultura, il Lazio investe sul futuro dei territori

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Il Lazio investe sulla cultura come motore di crescita economica e sociale, con un Festival che unisce creatività e impresa

La cultura non è un costo, ma un investimento. È da questa convinzione che nasce la seconda edizione del Festival dell’Economia e della Cultura, presentata il 6 novembre nella sala Spadolini a Roma. L’iniziativa, promossa dalla Regione Lazio e realizzata da Lazio Innova con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune di Viterbo, mette al centro il valore strategico della creatività come motore di crescita economica, sociale e territoriale.

Economia e cultura, un’alleanza per la crescita

Come ha ricordato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, “ogni restauro, ogni mostra, ogni film è un investimento produttivo che genera occupazione, turismo, impresa e orgoglio civile”. Parole che riassumono perfettamente lo spirito del Festival: un laboratorio di idee dove arte, innovazione e impresa si incontrano per costruire una nuova economia della cultura. Il dialogo tra istituzioni, università, imprese e operatori culturali mira a ridefinire il ruolo della cultura non come spesa pubblica, ma come leva di sviluppo sostenibile e competitività.

Viterbo al centro della scena

Dal 21 al 23 novembre, Viterbo ospiterà il Festival con un programma intenso di incontri e dibattiti distribuiti tra lo Spazio Attivo Lazio Innova e il Palazzo dei Priori. Nella prima giornata si parlerà di economia della cultura, con l’intervento di Mario Vattani su Expo 2025 Osaka, una lectio magistralis di Melania Mazzucco e un confronto sul mercato editoriale. Non mancherà un focus sulla candidatura di Viterbo Capitale Europea della Cultura 2033, segno di un territorio che punta a unire storia, sostenibilità e innovazione.

Cinema, arte e territori creativi

La seconda giornata sarà dedicata all’industria cinematografica, con la partecipazione di Giampaolo Letta (Medusa Film), Manuela Cacciamani (Cinecittà) e Alessandro Usai (ANICA). Seguirà un confronto sugli spazi culturali come volano di sviluppo economico con il direttore degli Uffizi, Simone Verde. Il pomeriggio si aprirà con un dibattito su cultura e impresa nella Tuscia, coordinato da Medioera, e si concluderà con la lectio del prof. Alessandro Campi e la presentazione dei bandi Lazio Creativo e Lazio Street Art.

La cultura come impresa sostenibile

Nella giornata conclusiva, il sociologo Derrick de Kerckhove affronterà il tema dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulle industrie culturali e creative. Un argomento che tocca il cuore dell’evoluzione contemporanea: l’uso responsabile della tecnologia al servizio della creatività. Come ha sottolineato Roberta Angelilli, “l’interconnessione tra economia e cultura genera nuove professioni, rafforza l’identità regionale e promuove l’innovazione”.

Il Lazio, un laboratorio di economia creativa

Secondo il rapporto “Io sono Cultura 2024” di Fondazione Symbola, il Lazio è tra le regioni leader in Italia per valore aggiunto e occupazione nel sistema produttivo culturale: oltre 15 miliardi di euro di valore e più di 200.000 occupati. Una crescita che testimonia il potenziale della cultura come settore economico a tutti gli effetti, capace di coniugare tradizione e innovazione, arte e impresa, identità e futuro.

Verso una nuova diplomazia culturale

Il Festival, come ha ricordato Mario Vattani, si inserisce in una visione più ampia che vede la cultura italiana protagonista nel mondo, anche grazie a Expo 2025 Osaka. L’obiettivo è costruire un ponte tra le eccellenze del Lazio e le nuove opportunità globali, promuovendo la cultura come linguaggio universale di cooperazione e crescita condivisa.


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07 Novembre 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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