EDITORIALE DELLA FONDAZIONE

Politica di oggi e politica di De Gasperi, due mondi a confronto

De Gasperi guardava alle prossime generazioni, la politica di oggi spesso solo alle prossime elezioni

Politica di oggi e politica di De Gasperi, due mondi a confronto

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Un parallelo tra la sobrietà di De Gasperi e la comunicazione urlata della politica contemporanea

Volutamente non trattiamo mai argomenti politici di parte, per mantenere uno sguardo neutrale. Ciò non toglie che si possa riflettere su come la politica sia cambiata, confrontando l’epoca di figure come Alcide De Gasperi con la scena contemporanea. È un modo per comprendere quanto siano mutati linguaggi, obiettivi e valori.

De Gasperi e la politica della ricostruzione

Alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia era un Paese distrutto materialmente e moralmente. De Gasperi, allora presidente del Consiglio, seppe interpretare la politica come servizio. Il suo obiettivo era uno solo: la rinascita del Paese. Mise in secondo piano gli interessi di partito per costruire convergenze. Lavorò alla nascita della Costituzione, trattò con fermezza i rapporti internazionali e guidò l’Italia nel processo di ricostruzione economica e sociale.

La politica di oggi

Oggi, al contrario, assistiamo spesso a una politica basata su comunicazione istantanea, slogan e contrapposizioni. Ogni partito cerca di distinguersi non tanto per i progetti a lungo termine, ma per l’impatto mediatico immediato. Le priorità collettive sembrano smarrirsi dietro la ricerca di consenso, mentre il linguaggio si fa aggressivo e divisivo.

Il valore della visione

La differenza sostanziale sta proprio nella visione. De Gasperi sapeva che ogni scelta politica doveva avere effetti duraturi. Celebre è la frase attribuita a lui: “Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alle prossime generazioni.” Una lezione che contrasta con la logica attuale, troppo spesso legata al presente e alla sopravvivenza elettorale.

Dialogo contro divisione

Un’altra differenza evidente è il ruolo del dialogo. Negli anni della ricostruzione, leader molto distanti tra loro collaborarono per scrivere insieme la Carta costituzionale. Oggi, invece, prevale una retorica dell’opposizione, in cui l’avversario politico viene visto come un nemico. Il risultato è un impoverimento del dibattito pubblico e un distacco crescente dei cittadini dalle istituzioni.

Un modello ancora attuale?

Il modello di De Gasperi, fatto di sobrietà, lungimiranza e servizio al bene comune, resta un punto di riferimento. Non si tratta di rimpiangere un passato irraggiungibile, ma di ricordare che la politica può e deve tornare a guardare oltre le divisioni. Oggi come allora, le grandi sfide – dalle disuguaglianze al cambiamento climatico – richiedono visioni condivise e non muri contrapposti.


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24 Settembre 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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