EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
Domenica mattina, davanti a una folla di oltre ottantamila fedeli, la Basilica di San Pietro ha accolto uno degli eventi più attesi: la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Papa Leone XIV ha proclamato santi i due giovani, pronunciando in latino la formula solenne e inserendoli nell’Albo dei Santi della Chiesa. Al termine, le reliquie – un frammento di cuore e un indumento – sono state incensate come segno di venerazione.
Una cerimonia solenne, la presenza delle istituzioni
Alla celebrazione, concelebrata da 36 cardinali, 270 vescovi e oltre 1.700 sacerdoti, hanno preso parte anche autorità civili italiane e internazionali. Tra i presenti, Sergio Mattarella, Lorenzo Fontana e la ministra britannica Bridget Phillipson. L’applauso che ha seguito la proclamazione ha reso palpabile l’emozione di una piazza unita dalla fede e dall’entusiasmo.
L’omelia del Pontefice, la chiamata alla santità quotidiana
Nell’omelia, Papa Leone XIV ha ricordato come la santità non sia riservata a pochi eroi della fede ma nasca da piccoli gesti vissuti con autenticità. “Oggi guardiamo a San Pier Giorgio Frassati e a San Carlo Acutis: un giovane dell’inizio del Novecento e un adolescente dei nostri giorni, entrambi innamorati di Gesù e pronti a donare tutto per Lui”. Il Papa ha invitato i giovani a non sprecare la propria vita, ma a trasformarla in un capolavoro, ispirandosi a chi ha saputo vivere la fede con semplicità e radicalità.
Il volto moderno della fede, il testimone Frassati
Frassati, nato a Torino nel 1901, visse solo 24 anni, ma il suo impegno sociale e la gioia contagiosa hanno lasciato un segno profondo. Attivo nell’Azione Cattolica, nelle Conferenze di San Vincenzo e nel Terz’Ordine Domenicano, si spese per i poveri e partecipò con convinzione alla vita politica e culturale del suo tempo. Il suo esempio continua a essere un faro per la spiritualità laicale, mostrando come il Vangelo possa diventare forza trasformatrice nella vita quotidiana.
Carlo Acutis, un millennial innamorato dell’Eucaristia
Carlo Acutis, nato a Londra nel 1991 e cresciuto a Milano, è ricordato come il “patrono di Internet”. Morì a soli 15 anni, lasciando una testimonianza di fede straordinaria. La sua vita, intrecciata con lo studio, lo sport e la passione per l’informatica, trovava nell’Eucaristia il centro. Celebre la sua frase: “L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo”. La sua capacità di vivere la fede con naturalezza, senza clamore, ha reso la sua figura vicina ai ragazzi del nostro tempo.
Due santi vicini a tutti, la santità della porta accanto
Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha definito entrambi “santi della porta accanto”. Due giovani che, pur vivendo epoche diverse, hanno incarnato lo stesso amore per Dio e per i fratelli. Alla loro morte, la folla di poveri e persone semplici presente ai funerali ha rivelato quanto bene avessero seminato in silenzio. La canonizzazione non è dunque soltanto un riconoscimento ufficiale, ma un invito a scoprire che la santità può fiorire nella vita di tutti i giorni.
Una festa condivisa, la gioia della Chiesa
Prima della messa, il Pontefice ha salutato i fedeli, in particolare i tanti giovani accorsi da vari Paesi. Dopo la celebrazione, ha mantenuto la promessa di passare tra la folla con la jeep bianca, accolto da applausi e cori festosi. La canonizzazione di Frassati e Acutis rimarrà una pagina storica per la Chiesa, un segno che la santità non è lontana ma possibile, anche per i giovani di oggi.
08 Settembre 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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