EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
Le zone logistiche speciali sono pronte a partire, ma sulla ZES i nodi restano. La Cisl Lazio, con il segretario Enrico Coppotelli, mette in guardia la Regione
Un incontro carico di aspettative
Un confronto atteso da tempo quello tra la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, e i rappresentanti sindacali. Sul tavolo non solo investimenti e internazionalizzazione, ma soprattutto le politiche legate alle zone logistiche speciali (ZLS) e alle zone economiche speciali (ZES). La buona notizia arriva proprio sulle ZLS, che secondo Angelilli dovrebbero diventare operative nell’arco di due settimane.
La richiesta di ampliare la ZES
Se la partenza delle ZLS sembra vicina, lo stesso non si può dire per la ZES. Per Enrico Coppotelli la questione è cruciale: “Serve estendere la ZES a tutte le province del Lazio, aree che stanno vivendo un declino economico, industriale e persino sociale”. L’obiettivo non è solo creare incentivi, ma costruire un quadro di nuove sfide industriali capaci di rendere competitivo il territorio.
Le sfide del settore automotive
Uno dei temi più urgenti è quello legato alla crisi di Stellantis e, in generale, del settore automotive. Coppotelli non nasconde la sua preoccupazione: l’annuncio delle ZLS risale a quasi un anno fa e in questo tempo l’industria ha continuato a muoversi senza che le opportunità promesse fossero colte. Per questo, sottolinea il sindacato, non c’è più tempo da perdere.
Risorse europee da non sprecare
L’attenzione si concentra anche sulle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. Secondo Coppotelli è necessario rafforzare le strategie di contrasto ai dazi e utilizzare i fondi comunitari come motore di rilancio. Solo così gli investimenti potranno trasformarsi in occupazione e sviluppo concreto per le comunità locali.
Proposte per uno sviluppo partecipato
Durante l’incontro la Cisl ha consegnato due studi: uno sull’importanza delle ZES e un altro dedicato a un modello di crescita generativo e partecipativo. La convinzione è che senza il contributo attivo di tutte le parti coinvolte – istituzioni, imprese, lavoratori – il Lazio rischia di rimanere indietro.
Il contributo di tutti per il futuro del territorio
Il messaggio finale è chiaro: per garantire un percorso di crescita reale ogni soggetto deve mettere in campo le proprie competenze. Solo così si può costruire un futuro sostenibile, capace di valorizzare il territorio e le sue potenzialità.
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foto: Enrico Coppotelli CISL Lazio
05 Settembre 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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