EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
Nella storia della scienza, non sono rari i casi di donne il cui contributo fondamentale è rimasto oscurato. Filomena Nitti, figlia dell’ex presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti e moglie del premio Nobel per la medicina Daniel Bovet, è una di queste figure. Nonostante la sua presenza costante nelle ricerche che valsero il riconoscimento al marito, il suo nome non fu mai pronunciato il giorno dell’annuncio del Nobel.
Le origini e la formazione
Nata a Napoli il 10 gennaio 1909, ultima di cinque figli, Filomena crebbe in un ambiente colto e stimolante. Le estati nella casa di famiglia ad Acquafredda, in Basilicata, le regalarono una serenità presto interrotta dall’esilio politico del padre, bersaglio delle violenze fasciste. Dopo un passaggio in Svizzera, la famiglia si stabilì a Parigi, dove la giovane fu educata all’indipendenza e alla determinazione.
Scelte coraggiose e vita privata complessa
A vent’anni, Filomena sfidò convenzioni e aspettative familiari sposando un giornalista polacco, con cui ebbe due figli e si trasferì a Mosca. Il matrimonio naufragò in breve tempo e, tornata a Parigi, ottenne il divorzio. Nonostante le difficoltà, non rinunciò alla sua passione per la scienza, scegliendo di riprendere gli studi con dedizione.
L’incontro con Daniel Bovet
Grazie a una borsa di studio, entrò all’Istituto Pasteur di Parigi, dove già lavorava il fratello Federico. Qui conobbe Daniel Bovet, chimico svizzero con il quale nacque una profonda intesa, sentimentale e professionale. Si sposarono e lavorarono fianco a fianco, firmando le ricerche con entrambi i nomi, diventando una coppia di riferimento nel panorama scientifico del tempo.
Il trasferimento in Italia e la consacrazione scientifica
Nel dopoguerra, la coppia si stabilì a Roma e fu assunta all’Istituto Superiore di Sanità, continuando a condividere successi e pubblicazioni. Erano due figure di spicco della chimica e della farmacologia, fino al giorno del 1957 in cui il Nobel per la medicina venne assegnato a Bovet. Per Filomena, nessun riconoscimento ufficiale, nonostante il suo apporto indiscusso alle ricerche premiate.
Non solo Filomena, il destino di molte scienziate dimenticate
Il caso di Filomena Nitti non è isolato. Nella storia del Nobel, altre ricercatrici hanno visto il loro lavoro passare sotto silenzio. Rosalind Franklin, ad esempio, fornì le immagini chiave per la scoperta della struttura del DNA, ma il premio del 1962 andò solo a Watson, Crick e Wilkins. Lise Meitner, co-scopritrice della fissione nucleare, fu esclusa dal Nobel assegnato al collega Otto Hahn. Anche Chien-Shiung Wu, fisica di fama mondiale, vide i suoi esperimenti premiati solo ai colleghi maschi. Questi casi dimostrano come il contributo femminile, pur essendo fondamentale, sia stato spesso marginalizzato, lasciando un vuoto nella memoria storica della scienza.
Il prezzo dell’ombra
Filomena Nitti definì la sua vita come segnata “dalla fortuna e dalla sfortuna di avere accanto due grandi persone”, riferendosi al padre e al marito. Li amava e li ammirava, ma ammise di aver lottato per non essere annullata dalla loro ombra. La sua storia, raccontata da Carola Vai con la collaborazione di Maria Luisa Nitti nel libro Filomena Nitti e il Nobel negato (Rubbettino), non è solo la biografia di una scienziata, ma il simbolo di un’epoca in cui il talento femminile spesso restava invisibile.
13 Agosto 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

Direttore responsabile Luigi Canali
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
Fondazione terzo settore
C.F. 92088700601
segreteria@
IBAN:
IT18I0529714801CC1030072196
BIC: BPFRIT3FXXX
editoriale in collaborazione con
Centro studi su innovazione,
comunicazione ed etica.
meno carta più ambiente, una scelta sostenibile
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
Fondazione terzo settore
C.F. 92088700601
segreteria@fondazionepremioantoniobiondi.it
Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore - RUNTS Lazio
Privacy & Cookie Policy
© Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
Credit grippiassociati ICT Creative