EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
Nella splendida cornice delle Terme di Caracalla e, per la prima volta, della Basilica di Massenzio, si è chiusa un’edizione memorabile del Caracalla Festival. Sotto la direzione artistica di Damiano Michieletto, il programma estivo ha regalato al pubblico serate di grande intensità, unendo la potenza della musica e del teatro al fascino di luoghi simbolo della Roma antica. L’evento si è concluso con i Carmina Burana di Carl Orff, dedicati “a chi sta soffrendo ed è costretto ad affrontare l’inferno della guerra”, con la scritta latina Pax optima rerum proiettata sulle rovine: “La pace è la cosa migliore”.
Successo di pubblico e di critica
I numeri raccontano un trionfo: 122mila spettatori complessivi e un riempimento medio dell’85% tra le due sedi. Tutto esaurito per le quattro repliche del Don Giovanni di Mozart alla Basilica di Massenzio, per l’ultima di West Side Story di Bernstein e per la data unica dei Carmina Burana. Alla prima della Traviata è stato registrato un record storico di incassi per un’opera a Caracalla, superando i 271mila euro. Anche il trittico di danza firmato Bausch / Béjart / Wheeldon ha segnato un primato con oltre 4mila spettatori e 205mila euro di incasso.
Un lavoro di squadra che fa la differenza
Per Michieletto, l’esperienza è stata soprattutto un’occasione per confermare l’importanza della collaborazione: “Valorizzare e responsabilizzare tutte le persone con cui si lavora è il vero segreto per creare qualcosa di unico”. In poche settimane, il festival ha proposto un cartellone ricco, grazie al contributo di ogni singolo professionista coinvolto.
Lo sguardo verso il futuro
Il regista ha anticipato che il prossimo anno il festival si sposterà principalmente al Circo Massimo, già teatro di importanti produzioni del Teatro dell’Opera di Roma. L’auspicio è di replicare l’energia e l’entusiasmo di questa edizione, portando ancora una volta musica, teatro e danza nella vita culturale estiva della capitale.
La soddisfazione del Teatro dell’Opera di Roma
Il sovrintendente Francesco Giambrone ha sottolineato la capacità del cartellone di dialogare con un pubblico vario, attratto anche dall’anno giubilare, e ha ricordato l’impegno straordinario di orchestra, coro, corpo di ballo, tecnici e amministrativi. Il festival ha rappresentato una “scommessa vinta” grazie a scelte artistiche di qualità e a un progetto coerente e ambizioso.
Un messaggio forte contro la guerra
Prima dell’ultimo concerto, Michieletto e Giambrone hanno voluto richiamare l’attenzione sulle tragedie dei conflitti in corso. Un atto di impegno civile che ribadisce il ruolo del teatro come voce culturale capace di prendere posizione. “Non considerare il dolore degli altri significa tradire la nostra dignità. Sta a noi pretendere che i diritti umani vengano rispettati, che nessun bambino o adulto sia lasciato senza cibo o acqua”, ha affermato Michieletto.
12 Agosto 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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