EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
Al numero 6 di via Poggio Moiano, quartiere Salario, nel 1943 le suore francescane accolsero famiglie ebree in fuga dalle persecuzioni naziste. Da quel gesto di umanità nasce oggi Il civico Giusto, un’iniziativa europea che, casa dopo casa, vuole “segnare e riconoscere” i luoghi dove qualcuno ebbe il coraggio di non voltarsi dall’altra parte.
Il 6 marzo, in occasione della Giornata Europea dei Giusti, è stata incastonata la prima mattonella commemorativa a viale Giotto 24, omaggiando coloro che, durante la guerra, protessero e salvarono vite a rischio della propria.
Un simbolo artistico per raccontare il bene
Il segno è un’opera dell’artista Dante Mortet, delle dimensioni di un normale numero civico. Raffigura un carrubo – simbolo di fertilità e solidarietà – racchiuso in una casa stilizzata con inciso il nome della città. Ogni civico integra un QR code che, in questo primo caso, narra la vicenda di viale Giotto 24 con la voce di Elio Germano, immagini dell’Istituto Luce e materiali d’archivio delle famiglie Fantera e Moscati. Il progetto audiovisivo, sottotitolato in inglese e diretto da Paolo Bianchini, ha coinvolto molti giovani in un percorso di ricerca e narrazione.
Una storia di scelte diverse
Il significato del primo civico è sottolineato da Fabrizio Fantera, figlio di Bruno Fantera, “Giusto tra le Nazioni” riconosciuto a Yad Vashem. Nella stessa strada, a Porta San Paolo, tre pietre d’inciampo al civico 3 ricordano la famiglia Veneziani, deportata ad Auschwitz dopo una delazione. Al civico 24, invece, Bruno e sua madre Esifile nascosero e protessero una famiglia ebrea fino alla liberazione. Fantera evidenzia la necessità di “invertire la narrazione” e raccontare anche le scelte di chi ha agito per il bene.
Memoria che parla al futuro
Per Paolo Masini, presidente del Roma Best Practices Award – Mamma Roma e i suoi Figli Migliori e ideatore del progetto insieme a Fantera, l’obiettivo è “rendere visibile e tangibile il coraggio di chi rischiò la vita per proteggere altri”. L’iniziativa mira a costruire un vero e proprio archivio diffuso della memoria, accessibile a tutti, con la speranza di estendere il modello ad altre città europee.
La voce di Elio Germano
L’attore ha scelto di partecipare perché, come spiega, “la Storia è la somma di tante storie personali, fatte di scelte quotidiane. Questo progetto ricorda che ognuno di noi ha il potere di influire sulla vita degli altri, nel bene o nel male”.
Un lavoro corale e internazionale
Il Civico Giusto si avvale della collaborazione di enti culturali e istituzioni come l’Archivio di Stato di Roma, il Museo Storico della Liberazione, l’Università Roma Tre, l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi e la rete scolastica “Memorie. Roma: una città, mille storie”. Il patrocinio della Rappresentanza Italiana della Commissione Europea ne riconosce la valenza internazionale, mentre la collaborazione con l’Istituto Luce garantisce autenticità e potenza visiva.
Un progetto aperto alla partecipazione
Sul sito ufficiale sarà possibile “adottare” un civico giusto e proporre storie ancora sconosciute, permettendo così di ampliare una mappa emotiva e storica della città. Ogni nuova tappa sarà raccontata da voci rappresentative e arricchita da ricerche storiche approfondite.
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Per maggiori informazioni: ilcivicogiusto.com
11 Agosto 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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