EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
Un dato che fa riflettere, e molto: secondo un recente sondaggio condotto su oltre 11.000 ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 19 anni, uno su tre dichiara di essere stato vittima di bullismo o cyberbullismo. Numeri che non solo spaventano, ma che impongono una risposta concreta e urgente. Le conseguenze non sono leggere: isolamento, ansia, crisi di autostima e perfino atti di autolesionismo. Un quadro inquietante che dipinge una gioventù ferita in silenzio.
Un disagio che nasce presto e cresce nel silenzio
Secondo Monica Sansoni, il bullismo non è un fulmine a ciel sereno nell’adolescenza, ma un problema che spesso “si manifesta già nei primi anni di vita”, evolvendo poi in forme più aggressive e sofisticate. Parliamo di condotte violente tra coetanei che troppo spesso vengono ignorate o minimizzate. Eppure, il disagio che ne scaturisce lascia ferite profonde e spesso invisibili, difficili da riconoscere persino per le famiglie più attente.
Un’alleanza per contrastare il fenomeno
Per rispondere a questa emergenza educativa, si sta definendo un protocollo d’intesa tra l’Osservatorio e la Garante per l’Infanzia. L’obiettivo? Unire le forze per promuovere azioni di prevenzione, informazione e sensibilizzazione. L’accordo mira a coinvolgere non solo studenti e scuole, ma anche famiglie e istituzioni locali, in un’ottica di responsabilità condivisa.
Bullismo non fa distinzioni
“Il fenomeno è trasversale, nessuna fascia sociale è immune” ha spiegato Luca Massaccesi, evidenziando l’urgenza di un’azione sistematica e ben coordinata. Serve una strategia continuativa, non estemporanea, capace di creare ambienti sicuri, reti di ascolto efficaci e soprattutto una nuova cultura del rispetto e della comprensione.
Scuole al centro, con formazione e sportelli di ascolto
Il protocollo in preparazione prevede percorsi di formazione per docenti e studenti, l’attivazione di sportelli psicologici e momenti di confronto nelle scuole. A questi si affiancheranno campagne informative sui pericoli del bullismo e del cyberbullismo, con una particolare attenzione ai social media, sempre più teatro di aggressioni invisibili ma devastanti.
Rafforzare la rete, proteggere i più giovani
Tutto questo ha un obiettivo preciso: rafforzare la rete di protezione attorno ai minori. Perché combattere il bullismo significa prima di tutto creare una comunità educativa che ascolta, interviene, sostiene. I giovani hanno bisogno di adulti presenti e consapevoli, pronti a tendere la mano quando il silenzio diventa pesante.
18 Luglio 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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