EDITORIALE DELLA FONDAZIONE
Andrea Bajani conquista la LXXIX edizione del premio Strega con il suo romanzo ’L’anniversario’, edito da Feltrinelli. Una vittoria attesa, che arriva nella suggestiva cornice del Ninfeo di Villa Giulia, e che conferma le previsioni della vigilia. Con 194 voti, l’autore si è imposto su una cinquina di nomi di grande rilievo nella narrativa italiana contemporanea.
Un successo annunciato, una voce letteraria ormai consolidata
Bajani non è nuovo al palco del più importante riconoscimento letterario italiano. Già finalista nel 2021 con ’Il libro delle case’, era considerato il favorito sin dall’annuncio della cinquina, votata lo scorso 4 giugno a Benevento. La sua affermazione è stata netta, seguita da Elisabetta Rasy con ’Perduto è questo mare’ (133 voti), Nadia Terranova con ’Quello che so di te’ (117), Paolo Nori con ’Chiudo la porta e urlo’ (103) e Michele Ruol con l’esordio ’Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia’ (99).
Bajani ha ottenuto anche il premio Strega Giovani, confermando una connessione forte con lettori di diverse generazioni. Un dato che rafforza la rilevanza e l’universalità del suo stile, capace di affrontare temi complessi con una scrittura che unisce intensità emotiva e misura.
Un romanzo che parla di silenzi, distacchi e memoria
Nel cuore de ’L’anniversario’ si trova un evento drammatico e insieme apparentemente privo di clamore: la decisione di un figlio di interrompere ogni rapporto con la propria famiglia. Un taglio netto, definitivo, attorno al quale ruota l’intero romanzo. Dieci anni dopo, quel gesto viene ricordato in un anniversario che non celebra nulla, se non l’assenza stessa.
Bajani scava nelle ferite familiari con uno sguardo che rifugge il melodramma. Il dolore, l’oppressione, la rassegnazione della madre che ha smesso di vivere per compiacere un marito autoritario, emergono da una narrazione lucida e controllata, “scandalosamente calma”, come ha osservato lo scrittore Emmanuel Carrère.
Una scrittura che lascia spazio all’essenziale
Ciò che colpisce, in questo romanzo, è la capacità dell’autore di affrontare un tema così delicato — la rottura dei legami di sangue — senza cedere a giudizi o recriminazioni. Il narratore non accusa, ma racconta. E nel farlo, mostra quanto possano essere pesanti le ombre che si proiettano all’interno delle dinamiche familiari.
Le parole di Bajani restituiscono, con precisione chirurgica, la sensazione di vivere in una casa dove l’amore è subordinato al controllo, dove la figura paterna domina non per violenza esplicita, ma per un’autorità sottile e inesorabile. Eppure, nel vuoto lasciato da chi se ne va, il lettore avverte anche un senso di liberazione, forse di sopravvivenza.
Un’opera che parla a tutti, perché tutti portiamo ferite invisibili
Il successo de ’L’anniversario’ risiede anche nella sua capacità di risuonare oltre la specificità della trama. Il romanzo parla a chiunque abbia vissuto la fatica dei rapporti familiari, le contraddizioni dell’amore filiale, il peso delle aspettative. Bajani non offre risposte, ma restituisce voce al silenzio, e lo fa con una prosa che non alza mai i toni ma arriva dritta al cuore.
Un premio meritato per un romanzo necessario
Con questa vittoria, Andrea Bajani si conferma una delle voci più potenti della letteratura italiana contemporanea. ’L’anniversario’ non è solo un libro ben scritto: è un romanzo che ci interroga, ci costringe a guardare dove spesso non vogliamo guardare, e ci lascia con una domanda che pesa più di ogni risposta: cosa resta quando scegliamo di non appartenere più?
07 Luglio 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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