EDITORIALE DELLA FONDAZIONE

Un padre, una figlia, un libro che scuote le coscienze

A Grottaferrata un evento toccante con Gino Cecchettin, per non dimenticare e per costruire consapevolezza.

Un padre, una figlia, un libro che scuote le coscienze

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La voce di un padre che ha scelto l’amore e la memoria per costruire consapevolezza contro la violenza sulle donne

Nel cuore di Grottaferrata, il 2 giugno 2025, si è tenuto un incontro che ha lasciato un segno profondo nella comunità. Protagonista Gino Cecchettin, padre di Giulia, che ha scelto di trasformare il dolore per la perdita della figlia in una voce capace di generare consapevolezza. Presentando il libro “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia”, ha condiviso un racconto intimo e potente, invitando tutti a riflettere sul valore della vita e sul dovere di opporsi, ogni giorno, alla violenza di genere.

Una rassegna che diventa rivoluzione culturale

L’evento si è svolto nell’ambito della rassegna “BASTA…! Un anno di riflessioni contro la violenza di genere”, promossa dall’Amministrazione guidata da Mirko Di Bernardo e dall’Assessora alle Pari Opportunità Paola Franzoso. Un percorso coraggioso che attraversa tutto l’anno, con incontri pubblici, testimonianze, arte e musica, per parlare di un tema troppo spesso relegato a una singola giornata, il 25 novembre. Il messaggio è chiaro: il cambiamento culturale richiede impegno costante e coinvolgimento dell’intera comunità.

Parole, musica e memoria per costruire futuro

Ad aprire e chiudere l’incontro, due momenti intensi con il violino di Bartolomeo Fortino, artista italo-americano di fama internazionale. A moderare il confronto, la giornalista Alessandra Battaglia, che ha accompagnato Gino Cecchettin in un dialogo sincero e toccante. L’opera dell’artista Anna Izzo, presente come simbolo visivo della rassegna, ha fatto da sfondo scenografico a un evento carico di emozione e significato, dove l’arte ha incontrato la testimonianza e il dolore si è fatto speranza.

Un padre che sceglie di parlare, per tutti

Durante l’incontro, Gino Cecchettin ha ribadito di non sentirsi autore, ma semplicemente un padre che vuole raccontare sua figlia. Leggendo brani del libro, ha delineato il profilo di Giulia, giovane donna piena di vita, capace di portare gioia e leggerezza. E ha offerto al pubblico un insegnamento profondo: anche dopo una tragedia, è possibile “danzare sotto la pioggia”, imparare a vivere di nuovo, per amore della vita e per amore di chi resta.

Una casa per rinascere, nel nome di Giulia

Commovente anche il momento privato della visita alla “Casa di Giulia”, struttura di semiautonomia per donne vittime di violenza, inaugurata poche settimane dopo la tragedia. Un luogo che oggi rappresenta un rifugio e una possibilità di ripartenza, simbolo tangibile dell’impegno civile che può nascere anche dalle ferite più dolorose. Alla visita hanno preso parte anche il Sindaco di Vigonovo, Luca Martello, e la Presidente dell’associazione Ponte Donna, storica alleata del Comune in iniziative concrete per la protezione delle donne.

Grazie a chi non si arrende

Il Sindaco Mirko Di Bernardo ha sottolineato l’importanza di continuare a dare voce a queste battaglie: «Accogliere Gino Cecchettin è stato un onore. La sua è una voce che rompe il silenzio, un invito a un cambiamento culturale urgente». Ha poi ringraziato tutti coloro che hanno contribuito all’evento, le Forze dell’Ordine, i cittadini, i membri dell’Amministrazione comunale e in particolare Paola Franzoso, anima e motore della rassegna “BASTA…!”. Iniziative come questa dimostrano che il dolore può trasformarsi in forza e che l’impegno collettivo può fare la differenza.


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23 Giugno 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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