EDITORIALE DELLA FONDAZIONE

Luigi Sbarra, una vita per il lavoro e per il Sud

Dalla Calabria a Roma, passando per le lotte contro il caporalato, Sbarra è simbolo di un Mezzogiorno che vuole contare di più.

Luigi Sbarra, una vita per il lavoro e per il Sud

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Un incarico che premia la visione riformista e il radicamento nel territorio, nel solco di Pastore, Morese, Baretta e Marini

È un percorso segnato da coerenza e dedizione quello di Luigi Sbarra, oggi nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud. La sua nomina rappresenta non solo un riconoscimento personale, ma anche un tributo al ruolo che il sindacato ha storicamente svolto nel promuovere coesione sociale e sviluppo. Un’eredità che affonda le radici nei valori condivisi da figure emblematiche come Pastore, Morese, Baretta e Franco Marini.

Dalle lotte contro il caporalato alle politiche per la coesione

La storia di Sbarra nasce nella sua Calabria, terra di battaglie sindacali, dove fin da giovanissimo si è impegnato nelle mobilitazioni dei braccianti agricoli contro il caporalato e l’illegalità. È lì che inizia il suo lungo cammino nella Cisl, che lo porterà fino ai vertici nazionali del sindacato e infine all’incarico governativo. L’impegno costante per i diritti dei lavoratori e per un Mezzogiorno protagonista ha sempre rappresentato il filo conduttore della sua azione.

Dalla Cisl al governo, un passaggio di testimone senza strappi

Dopo aver guidato la Cisl per oltre un decennio, dal 2021 al 2024, Sbarra lascia il sindacato con un bilancio denso di iniziative e riforme. Tra queste, spicca la recente approvazione della legge sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle imprese, una conquista storica per il sindacato. Alla guida della Cisl gli succede Daniela Fumarola, che ne sottolinea il valore umano e politico, definendolo un “riformista coraggioso, capace di tenere insieme la rappresentanza e il dialogo”.

Una carriera radicata nel territorio e costruita passo dopo passo

Diplomato geometra, Sbarra incontra il sindacato nella federazione agricola della Cisl (Fisba), dove inizia come operatore territoriale. Dal 1985 è segretario generale a Locri, poi guida la Cisl della provincia di Reggio Calabria e infine quella regionale. In quegli anni porta avanti battaglie cruciali per la Locride e per il contratto d’area di Gioia Tauro. Ogni tappa rafforza il suo legame con le esigenze del territorio e con la visione di un Sud che chiede risposte concrete, non assistenza.

Impegno nazionale e riforme strutturali per il lavoro

Nel 2009 arriva a Roma come componente della segreteria confederale, occupandosi di settori strategici come industria, contrattazione e trasporti. In seguito, alla guida della Fai-Cisl, rilancia il contrasto allo sfruttamento in agricoltura, contribuendo alla storica legge del 2016 contro il caporalato. Da segretario generale aggiunto della Cisl, continua a lavorare su riforme contrattuali e relazioni industriali, opponendosi al salario minimo legale in favore di una contrattazione estesa e innovativa.

Un riconoscimento al sindacato e alle politiche per il Mezzogiorno

La nomina di Sbarra nel governo guidato da Giorgia Meloni è stata presentata come un segnale forte di attenzione verso il Mezzogiorno. La premier ha ricordato come il Sud abbia mostrato capacità di crescita superiori alla media nazionale e ha ribadito la volontà di rafforzarne l’occupazione. Da parte sua, Sbarra ha promesso massimo impegno per colmare i divari e valorizzare le risorse disponibili, dal Pnrr alla Zes Unica, passando per gli accordi di coesione firmati con le regioni del Sud.

Le radici di una visione riformista e condivisa

La figura di Luigi Sbarra incarna una visione di progresso radicata nel lavoro e nella dignità delle persone. Il suo ingresso al governo non è solo un cambio di ruolo, ma un passaggio di testimone verso nuove sfide, con lo stesso spirito di chi ha saputo costruire, passo dopo passo, un percorso credibile e condiviso. La sua nomina è un riconoscimento anche all’intera organizzazione della Cisl, che nel tempo ha saputo formare leader impegnati nel solco della democrazia sociale e della giustizia territoriale.


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13 Giugno 2025 © Redazione PANTAREI Fondazione Premio Antonio Biondi

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